Discussione:
Il denaro puzza? Gli autori italiani sono troppo snob per fare un fumetto su Sherlock Holmes?
(troppo vecchio per rispondere)
schwarzer peter
2011-12-21 13:08:21 UTC
Permalink
http://house-of-mystery.blogspot.com/2011/12/il-denaro-puzza-gli-autori-italiani.html
STB_Caos
2011-12-21 13:39:05 UTC
Permalink
In data 21 dicembre 2011 alle ore 14:08:21, schwarzer peter =
http://house-of-mystery.blogspot.com/2011/12/il-denaro-puzza-gli-autor=
i-italiani.html

Se ne deve venire una BESTEMMIA come quella del film nelle sale,
in cui Sherlock diventa un Indiana Jones fighetto e sborone, molto
meglio che nessuno lo prenda pi=C3=B9 in mano, come personaggio...
Hytok
2011-12-21 19:13:14 UTC
Permalink
Post by STB_Caos
Post by schwarzer peter
http://house-of-mystery.blogspot.com/2011/12/il-denaro-puzza-gli-autori-italiani.html
Se ne deve venire una BESTEMMIA come quella del film nelle sale,
in cui Sherlock diventa un Indiana Jones fighetto e sborone, molto
meglio che nessuno lo prenda più in mano, come personaggio...
Lascia perdere il film, buttati sul sicuro su questa:

http://en.wikipedia.org/wiki/Sherlock_%28TV_series%29#Series_2_.282012.29
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
Kenshirokure
2011-12-31 01:11:03 UTC
Permalink
Stavo oziosamente cazzeggiando, quando Hytok ha attirato la mia
Post by Hytok
http://en.wikipedia.org/wiki/Sherlock_%28TV_series%29#Series_2_.282012.29
Ho visto una puntata, ne fo a meno.... :-P
--
*Kenshirokure*

Se una persona non è felice Se non rimanendo in ozio, in ozio deve rimanere.

Robert Louis Stevenson "Elogio dell'ozio"

http://kenshirokure.interfree.it/
http://digilander.libero.it/CapoKenshi/

--- Posted via news://freenews.netfront.net/ - Complaints to ***@netfront.net ---
Hytok
2011-12-31 04:03:49 UTC
Permalink
Post by Kenshirokure
Post by Hytok
http://en.wikipedia.org/wiki/Sherlock_%28TV_series%29#Series_2_.282012.29
Ho visto una puntata, ne fo a meno.... :-P
Davvero esiste al mondo qualcuno a cui non piace? :-O
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
Kenshirokure
2011-12-31 18:51:17 UTC
Permalink
Stavo oziosamente cazzeggiando, quando Hytok ha attirato la mia
Post by Hytok
Post by Kenshirokure
Post by Hytok
http://en.wikipedia.org/wiki/Sherlock_%28TV_series%29#Series_2_.282012.29
Ho visto una puntata, ne fo a meno.... :-P
Davvero esiste al mondo qualcuno a cui non piace? :-O
Il mondo è bello perchè è vario, o avariato.... ;-)
--
*Kenshirokure*

Se una persona non è felice Se non rimanendo in ozio, in ozio deve rimanere.

Robert Louis Stevenson "Elogio dell'ozio"

http://kenshirokure.interfree.it/
http://digilander.libero.it/CapoKenshi/

--- Posted via news://freenews.netfront.net/ - Complaints to ***@netfront.net ---
Laz
2011-12-31 18:35:36 UTC
Permalink
Post by Kenshirokure
Ho visto una puntata, ne fo a meno.... :-P
Fai molto male. Capolavoro, senza la benché minima ombra di dubbio.

PS: Ovviamente non è da guardare in italiano.
--
Laz
Andy Roid
2012-01-03 09:43:17 UTC
Permalink
Post by Laz
Fai molto male. Capolavoro, senza la benché minima ombra di dubbio.
stiamo parlando di Sherlock, la serie tv inglese, giusto? Allora concordo
con te. Forse la seconda puntanta è la piu' debole delle tre, ma
nell'insieme miniserie tv fantastica.
Post by Laz
PS: Ovviamente non è da guardare in italiano.
Ovvio.
--
andy roid
Laz
2012-01-04 14:27:26 UTC
Permalink
Post by Andy Roid
stiamo parlando di Sherlock, la serie tv inglese, giusto? Allora concordo
con te. Forse la seconda puntanta è la piu' debole delle tre, ma
nell'insieme miniserie tv fantastica.
Yep. Ed è appena iniziata la seconda stagione in UK. Se possibile, è ancora più bella della prima (almeno il primo episodio).
--
Laz
Andy Roid
2012-01-05 08:57:39 UTC
Permalink
Post by Laz
Yep. Ed è appena iniziata la seconda stagione in UK. Se possibile, è
ancora più bella della prima (almeno il primo episodio).
Davvero? Pensavo dovesse uscire a febbraio/marzo. Vedo di procurarmela
subito.

Per rimanere in ambito OT, vorrei recuperare anche la serie di Doctor Who di
cui parli benissimo in altri luoghi. hai qualche suggerimento da darmi? Va
bene anche in forma privata (l'email è semi-valida: cambia email.it in
gmail.com e funziona).
--
andy roid
Vincenzo Beretta
2011-12-21 14:28:50 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
http://house-of-mystery.blogspot.com/2011/12/il-denaro-puzza-gli-autori-italiani.html
Martin Mystere e Storie d'Altrove non e' che sono prodotti a Sumatra, eh?
:o)
schwarzer peter
2011-12-21 19:50:59 UTC
Permalink
Post by Vincenzo Beretta
http://house-of-mystery.blogspot.com/2011/12/il-denaro-puzza-gli-auto...
Martin Mystere e Storie d'Altrove non e' che sono prodotti a Sumatra, eh?
:o)
Se non sbaglio le Storie da Altrove con protagonista Sherlock Holmes
sono state pubblicate a inizio anni '00.
Nell'articolo mi riferisco solo ai fumetti fatti per sfruttare la
pubblicità indiretta dei film di Guy Ritchie.
Vincenzo Beretta
2011-12-21 14:28:50 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
http://house-of-mystery.blogspot.com/2011/12/il-denaro-puzza-gli-autori-italiani.html
Martin Mystere e Storie d'Altrove non e' che sono prodotti a Sumatra, eh?
:o)
G.G.
2011-12-22 07:31:15 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
http://house-of-mystery.blogspot.com/2011/12/
il-denaro-puzza-gli-autori-italiani.html
No, semplicemente il rischio d'ottenere un "VORREI MA NON POSSO" è
fortissimo.

Holmes è un personaggio *troppo* radicato nel mondo anglosassone, la
rilettura di Ritchie ha funzionato perchè Guy è un londinese.

E' un qualcosa che richiede soprattutto una fortissima conoscenza
dell'essere "londoner", una forte dose di amplomb sassone e soprattutto
un lettore che sappia porsi nel modo giusto per leggere e dipanare una
trama del genere.

In Italia, il "giallo a fumetti", è soprattutto Bonellide: easy, cheap,
guidato, rassicurante. Portare il mondo di Sherlock Holmes, formato da
residenze lussuose e da slum cadenti, e soprattutto l'etica vittoria è
un'impresa alla portata di pochi, e quei pochi...non sono i lettori
tipici italiani.

Una prova? Quanto è durato, nel 2001, "Le Storie Dell'Altrove?"

E soprattutto, quanto è lecito "agganciarsi" al rimorchio di un film di
successo?

Dunque, chiediti: cosa rende ostico il detective di Baker Street? Essere
a Baker Street, o semplicemente la considerazione, pragmatica, logica,
molto Holmesiana..."Non cavalcare le mode, non restano?"
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Laz
2011-12-22 08:19:25 UTC
Permalink
Post by G.G.
Una prova? Quanto è durato, nel 2001, "Le Storie Dell'Altrove?"
Uhm... 10 anni? (Per ora.)

Quindi Recagno è londinese! (E pure Steven Moffat, quindi.) 8-)
--
Laz
Vincenzo Beretta
2011-12-22 09:41:11 UTC
Permalink
Post by Laz
Post by G.G.
Una prova? Quanto è durato, nel 2001, "Le Storie Dell'Altrove?"
Uhm... 10 anni? (Per ora.)
Soprattutto perche' "Le Storie dell'Altrove" vogliono presentare le
avventure di un'intera galleria di personaggi "storici", reali o fittizi. Se
mai si puo' dire che SH e' apparso nella collana insolitamente piu' spesso
rispetto a altre figure.

In piu', cosa stiamo dicendo qui? "Vergogna! Gli autori italiani non
vogliono saltare sul treno di un successo commerciale!" E che vergogna
sarebbe? Voglio sperare che gli autori italiani facciano con coscienza cio'
che sanno e vogliono fare, e nel modo migliore. Basta aggiungerci che dal
"Non sono saltati sul treno del trend!" si e' passati a una piu' generale
condanna del fatto che in Italia non si vuole/sa fare Sherlock Holmes -
fatto, come visto, per nulla vero - per avere la dimensione di quanta poca
attenzione merita questo genere di polemica savonarolesca internettiana.
STB_Caos
2011-12-22 13:16:24 UTC
Permalink
In data 22 dicembre 2011 alle ore 10:41:11, Vincenzo Beretta =
Post by Laz
Una prova? Quanto =C3=A8 durato, nel 2001, "Le Storie Dell'Altrove?"=
Uhm... 10 anni? (Per ora.)
Soprattutto perche' "Le Storie dell'Altrove" vogliono presentare le =
avventure di un'intera galleria di personaggi "storici", reali o =
fittizi. Se mai si puo' dire che SH e' apparso nella collana =
insolitamente piu' spesso rispetto a altre figure.
Sar=C3=A0 anche che ne esce UNO all'anno ? Non ha il tempo di stancare e=
la
nuova uscita non trova il lettore ancora imbufalito con la precedente...=
schwarzer peter
2011-12-22 13:49:47 UTC
Permalink
On Dec 22, 10:41 am, "Vincenzo Beretta"
Post by Vincenzo Beretta
Post by Laz
Post by G.G.
Una prova? Quanto è durato, nel 2001, "Le Storie Dell'Altrove?"
Uhm... 10 anni? (Per ora.)
Soprattutto perche' "Le Storie dell'Altrove" vogliono presentare le
avventure di un'intera galleria di personaggi "storici", reali o fittizi. Se
mai si puo' dire che SH e' apparso nella collana insolitamente piu' spesso
rispetto a altre figure.
In piu', cosa stiamo dicendo qui? "Vergogna! Gli autori italiani non
vogliono saltare sul treno di un successo commerciale!" E che vergogna
sarebbe? Voglio sperare che gli autori italiani facciano con coscienza cio'
che sanno e vogliono fare, e nel modo migliore. Basta aggiungerci che dal
"Non sono saltati sul treno del trend!" si e' passati a una piu' generale
condanna del fatto che in Italia non si vuole/sa fare Sherlock Holmes -
fatto, come visto, per nulla vero - per avere la dimensione di quanta poca
attenzione merita questo genere di polemica savonarolesca internettiana.
Ma noo, avevo scritto una risposta e Iaf se l'è mangiata :-(
schwarzer peter
2011-12-22 12:49:57 UTC
Permalink
On Dec 22, 10:41 am, "Vincenzo Beretta"
Post by Vincenzo Beretta
Post by Laz
Post by G.G.
Una prova? Quanto è durato, nel 2001, "Le Storie Dell'Altrove?"
Uhm... 10 anni? (Per ora.)
Soprattutto perche' "Le Storie dell'Altrove" vogliono presentare le
avventure di un'intera galleria di personaggi "storici", reali o fittizi. Se
mai si puo' dire che SH e' apparso nella collana insolitamente piu' spesso
rispetto a altre figure.
In piu', cosa stiamo dicendo qui? "Vergogna! Gli autori italiani non
vogliono saltare sul treno di un successo commerciale!" E che vergogna
sarebbe? Voglio sperare che gli autori italiani facciano con coscienza cio'
che sanno e vogliono fare, e nel modo migliore. Basta aggiungerci che dal
"Non sono saltati sul treno del trend!" si e' passati a una piu' generale
condanna del fatto che in Italia non si vuole/sa fare Sherlock Holmes -
fatto, come visto, per nulla vero - per avere la dimensione di quanta poca
attenzione merita questo genere di polemica savonarolesca internettiana.
Alla base del mio discorso ci sono queste considerazioni:
- case editrici che pagano poco o niente gli autori dei volumi a
fumetti;
- vandite bassissime dei volumi a fumetti;
- autori che di fronte alle vendite basse dicono "E' colpa dei lettori
che leggono solo stronzate".

Non si parla di editori che impongono una serie con investimenti da
milioni di euro e le affiancano film, telefilm e videogiochi. Si parla
di editori soddisfatti se il libro supera le mille copie e investono
zero in pubblicità.
La situazione è questa.

In questa situazione è strano che quasi NESSUNO abbia provato a
saltare sul treno del (ipotetico) successo commerciale. Come se se lo
potessero permettere... Quanti sono i volumi a fumetti che negli
ultimi dieci anni hanno avuto veramente successo?
Per me non c'è niente di male se autori ed editori si guardano attorno
e cercano di capire cosa piace alla gente. Non è sinonimo di fare i
marchettari (per esempio fare i marchettari sarebbe pubblicare i
fumetti su Amici di Maria De Filippi; Mondadori pubblica i libri).
Sherlock Holmes è un personaggio interessante che nelle mani degli
autori giusti darebbe ottimi risultati, non roba da marchette.
Nell'articolo ho parlato di Sherlock Holmes, non di Amici.

La mia opinione è che ai piccoli editori non importi nulla: a loro va
bene pubblicare 10 fumetti che vendono 1.000 copie perché sommando i
piccoli guadagni di ogni volume salta fuori lo stipendio del titolare/
direttore/supervisore. Ambire a qualcosa di più non serve, tanto
pagare gli autori non è una priorità. Chi glielo fa fare di sbattersi?

Il problema di un fumetto su Sherlock Holmes non è scriverlo (male che
vada si adattano i racconti di Conan Doyle senza bisogno di creare
soggetti inediti) ma disegnarlo. Bisogna essere capaci di disegnare.
Un Giacomo Monti qualunque non può fare un fumetto su Sherlock Holmes.

ps: il mio articolo è incentrato sui piccoli editori perché è
clamoroso che solo Cagliostro E-Press abbia pubblicato un fumetto su
Sherlock Holmes, però anche in Bonelli potrebbero chiedersi se non era
il caso di dedicargli un Romanzo a Fumetti.
Mr. Kayak
2011-12-25 23:12:08 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
Quanti sono i volumi a fumetti che negli
ultimi dieci anni hanno avuto veramente successo?
non lo so, ma non ne ricordo nessuno con protagonista sherlock holmes.

se i fumetti vendono poco non dipende mica dal fatto che chi li
produce non sia in grado di seguire le mode del momento.
anzi, forse sarebbe il caso che le seguissero di meno (quanta
spazzatura su vampiri e zombie giace sugli scaffali a prendere
polvere?) e tirassero fuori qualche idea nuova.

ciao a tutti,
FABIO
http://www.glamazonia.it/
http://www.nottolone.net/legione
Soylent Green Is People
2011-12-29 09:52:52 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
Per me non c'è niente di male se autori ed editori si guardano attorno
e cercano di capire cosa piace alla gente. Non è sinonimo di fare i
marchettari (per esempio fare i marchettari sarebbe pubblicare i
fumetti su Amici di Maria De Filippi; Mondadori pubblica i libri).
Sherlock Holmes è un personaggio interessante che nelle mani degli
autori giusti darebbe ottimi risultati, non roba da marchette.
Nell'articolo ho parlato di Sherlock Holmes, non di Amici.
della polemica fumettistica non mi interessa granche', ma questa
logica del "meno peggio del peggio" e' senza senso.
e' in sostanza (parte) dello stesso discorso che fa gigante nel resto
del thread: non confondiamo l'arte con la merda.
pero' poi scopriamo che arte e merda si sovrappongono nelle opinioni
di ognuno.

non voglio fare qualunquismo, ma invitare seriamente a riflettere
sull'oggettivita' dei propri giudizi.

non e' una filippica sui massimi sistemi riguardo cosa nobilita holmes
e cosa squalifica amici, ma decidere che forse e' meglio fare
considerazioni piu' umili (mi ci metto per primo) se si vuole "dettare
la linea", non solo agli autori, ma soprattutto al resto del pubblico.
poi queste considerazioni e' positivo farle, ma partendo da un punto
di vista meno opinabile
G.G.
2011-12-29 10:10:31 UTC
Permalink
Post by Soylent Green Is People
e' in sostanza (parte) dello stesso discorso che fa gigante nel resto
del thread: non confondiamo l'arte con la merda.
La seconda parte è: don't mess with $(nomerandom).

E' grave proprio l'impostazione "Se uno c'è riuscito (Ritchie), perchè
nun ce provamo?"

No, non ci dovete "Provà". Dovete *farlo* e per farlo ci vuole tempo,
modi, autori, sensibilità. Cosa che un prodotto istant on non può
erogare.

Commerciale per commerciale, quanto è durata la stagione "like
twilight"? Niente.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Soylent Green Is People
2011-12-29 13:51:48 UTC
Permalink
Post by G.G.
Commerciale per commerciale, quanto è durata la stagione "like
twilight"? Niente.
non ha senso ragionare in questi termini, mi sembra ovvio.

non faccio nemmeno gli esempi su cio' che ha durato, senza legami al
fatto che fosse bello o brutto
G.G.
2011-12-29 15:07:52 UTC
Permalink
Post by Soylent Green Is People
non ha senso ragionare in questi termini, mi sembra ovvio.
Specie su una argomento "terribile" come Sherlock Holmes.
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
The 10th Doctor
2011-12-22 13:27:55 UTC
Permalink
Post by Laz
Uhm... 10 anni? (Per ora.)
Pechè la risposta è semplice: personaggi "storici" e letterari, in salsa
Bonelliana. Holmes è comparso si di frequente, ma non in solitaria, e
comunque in una macroeconomia "Global/Local". Il punto è questo.
Post by Laz
Quindi Recagno è londinese! (E pure Steven Moffat, quindi.) 8-)
Moffat sicuramente vive a Londra, ergo...
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Laz
2011-12-26 23:20:39 UTC
Permalink
Post by The 10th Doctor
Post by Laz
Quindi Recagno è londinese! (E pure Steven Moffat, quindi.) 8-)
Moffat sicuramente vive a Londra, ergo...
Anch'io posso vivere a Londra, ma se sono nato e cresciuto in Scozia scozzese rimango. :-)
--
Laz
G.G.
2011-12-27 09:15:35 UTC
Permalink
Post by Laz
Anch'io posso vivere a Londra,
ma se sono nato e cresciuto in Scozia scozzese rimango. :-)
Laz, non vuol dire nulla. E' come pretendere di fare un fumetto
ambientato a Roma e non sapere nemmeno che forma ha, come si comportano
i romani, e rimpinzarlo di Monnezzi/Bomboli/Brignani/Proietti/De Sica
Lookalike nell'atteggiamento, sbatterci quattro monumenti ogni due per
tre, impacchettare la storia romantica alla Vacanze Romane e stop.

L'hanno fatto i giapponesi, tirando fuori un prodotto buono solo per
loro, e ridicolo per il resto del mondo.

Per "rendere" bene la Londra di Holmes, devi essere stato a Londra, c'è
poco da fare. Infatti la trasposizione di Ritchie funziona proprio
perchè il quadro è parossistico nei personaggi, verosimile nel
paesaggio, nell'intreccio e nell'esecuzione.

Per questo sia lo Sherlock impaludato ed inamidato di Basil e quello
scavezzacollo e stropicciato di Downey Jr. funzionano alla grande,
mentre gli Holmes americani spesso sconfinavano nelle spy story alla
Bond o nel classico noir, dove si comprendeva d'aver a che fare con una
storia di Sherlock Holmes, solo gli abiti, per la pipa, il cappello e
l'immancabile inquadratura del Big Ben, altrimenti chiunque avrebbe
preso l'ambientazione per New York, Chicago, San Francisco negli anni
30.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Michele Amadesi
2011-12-27 12:38:43 UTC
Permalink
Post by G.G.
Per questo sia lo Sherlock impaludato ed inamidato di Basil e quello
scavezzacollo e stropicciato di Downey Jr. funzionano alla grande,
Non dimentichiamo l'Holmes di Jeremy Brett :)
G.G.
2011-12-27 13:34:11 UTC
Permalink
Post by Michele Amadesi
Non dimentichiamo l'Holmes di Jeremy Brett :)
Ovviamente, ma ho preso due letture diametralmente opposte ma
perfettamente funzionanti.
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Laz
2011-12-28 13:29:18 UTC
Permalink
Post by G.G.
Laz, non vuol dire nulla. E' come pretendere di fare un fumetto
ambientato a Roma e non sapere nemmeno che forma ha
Come Salgari. Ora io non adoro alla follia Salgari, ma non era proprio un incapace anche se non si era mai mosso da casa sua.
Post by G.G.
Per "rendere" bene la Londra di Holmes, devi essere stato a Londra, c'è
poco da fare.
Ma va bene... cosa vieta a un italiano di essere stato a Londra e di comprendere a fondo cosa questo significhi?

Io fra l'altro io posso anche essere d'accordo, stavo solo mettendo i puntini sulle i in maniera fastidiosa. 8-)

Secondo me è assurdo lamentarsi di non saper cavalcare commercialmente il successo di qualcun altro... bisogna fare quello che si vuole fare e questo può benissimo significare scrivere benissimo Sherlock Holmes anche se si è italiani. Ma non per cavalcare l'onda, ma perché si vuole scrivere Sherlock Holmes.

(Molto più sensato è invece tradurre magari fumetti già esistenti, come quello - ottimo - della coppia Reppion & Moore.)
--
Laz
G.G.
2011-12-28 15:03:04 UTC
Permalink
Post by Laz
Come Salgari. Ora io non adoro alla follia Salgari, ma non era proprio un
incapace anche se non si era mai mosso da casa sua.

Non confondiamo le carte: Salgari scrivera di orienti misteriosi,
Caraibi da cappa e spada (ben lontano dalla pirateria reale), e di
paesaggi e posti fiabeschi dove l'avventura era più "avventurosa". In
Malesia non ci sono Templi nella Jungla pattugliati da seguaci di Khalì,
non ci sono Dragoni Inglesi dallo spiccato senso d'onore, Principi fieri
che combattono all'arma bianca e simpatici avventurieri portoghesi. Ma è
bello leggere di queste cose. IL fascino della prosa di Arthur Conan
Doyle è proprio nel far agire Holmes in un contesto realistico e
verosimile, non puoi creare ex abrupto una Londra da zero.
Post by Laz
Ma va bene... cosa vieta a un italiano di essere stato a Londra e di
comprendere a fondo cosa questo significhi?

Niente. Ma deve sapere di cosa sta parlando e di come approcciarsi.
Altro personaggio "Londinese" è il Doctor Who. Quando l'hanno fatto fare
agli americani, ha fatto davvero pena.
Post by Laz
Secondo me è assurdo lamentarsi di non saper cavalcare commercialmente il
successo di qualcun altro... bisogna fare > quello che si vuole fare e
questo può benissimo significare scrivere

Precisamente. I puntini puoi metterli, perchè un autore
italiano/francese/tedesco/americano/indiano/giapponese che s'approccia
al personaggio di Doyle, lo fa proprio per la difficoltà intrinseca, per
un atto d'amore, non per mere e bieche ragioni commerciali.

Paradossalmente, lo Sherlock Holmes Nippo/Italiano di Pagot e Miyazaki
funziona molto meglio degli svariat "Metantei Sherlock Holmes" che in
giappone poi fioccarono ed delle storie americane. s.
Post by Laz
(Molto più sensato è invece tradurre magari fumetti già esistenti, come
quello - ottimo - della coppia Reppion & Moore.)

Assolutamente. Che poi è la mia idea.
--
But we in it shall be remember'd; We few, we happy few, we band of
brothers; For he today that sheds his blood with me Shall be my brother
Laz
2011-12-28 17:05:29 UTC
Permalink
Post by G.G.
Non confondiamo le carte: Salgari scrivera di orienti misteriosi,
Caraibi da cappa e spada
Ho effettivamente usato un esempio sbagliato. Ma il concetto resta... non è impossibile che qualcuno possa finire con il conoscere un ambiente abbastanza a fondo da scriverne in maniera realistica pur senza mai esserci stato. Così come non basta esserci stato per diventare di colpo abili alla scrittura. Insomma, secondo me dipende dalla sensibilità della singola persona.
Post by G.G.
Niente. Ma deve sapere di cosa sta parlando e di come approcciarsi.
Altro personaggio "Londinese" è il Doctor Who. Quando l'hanno fatto fare
agli americani, ha fatto davvero pena.
Argh, il film TV del 1996... che brutto! Anche se non so se la colpa fosse tutta da attribuirsi al fatto che è una co-produzione FOX, magari era proprio l'autore (britannico) che non sapeva gestire il personaggio.
--
Laz
G.G.
2011-12-28 20:16:33 UTC
Permalink
Post by Laz
Ho effettivamente usato un esempio sbagliato. Ma il concetto resta... non
è impossibile che qualcuno possa finire con il conoscere un ambiente
Non è impossibile, ma è molto arduo, richiede un lavoro che costa tempo
e passione.

Un fumetto "istant" sceneggiato in due giorni, disegnato in quattro e
stampato in sette, per cavalcare l'onda cinematografica, non può
garantirti quei livelli.
Post by Laz
Argh, il film TV del 1996... che brutto! Anche se non so se la colpa fosse
tutta da attribuirsi al fatto che è una co-produzione FOX, magari era
proprio l'autore (britannico) che non sapeva gestire il personaggio.

Fox è la risposta. E' una voce che gira, ma non so fino a che punto sia
vera, che del lavoro originale di Jacobs/Sax ne sia rimasto ben poco,
dato che il film era stato concepito come un prologo per un reboot
parziale, e la Fox ne fece un film per la tv.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
schwarzer peter
2011-12-29 08:12:29 UTC
Permalink
Post by G.G.
Post by Laz
Ho effettivamente usato un esempio sbagliato. Ma il concetto resta... non
è impossibile che qualcuno possa finire con il conoscere un ambiente
Non è impossibile, ma è molto arduo, richiede un lavoro che costa tempo
e passione.
Un fumetto "istant" sceneggiato in due giorni, disegnato in quattro e
stampato in sette, per cavalcare l'onda cinematografica, non può
garantirti quei livelli.
- Ci sono mesi di tempo.

- Il supervisore (non l'editor) dovrebbe capire quali sono gli autori
migliori per fare un fumetto del genere. Sceglie autori adatti: ha un
po' di merito; sceglie autori sbagliati: ha un po' di colpa.


Non capisco perché date per scontato che un fumetto del genere è una
marchetta fatta da mercenari. Fare fumetti è un lavoro. L'ispirazione
non c'entra un cazzo. Da 30 anni a questa parte gli unici due che
hanno smesso di fare fumetti perché non avevano più ispirazione sono
stati Sclavi e Gipi. Sorpresa: tutti e due se lo potevano permettere
(Sclavi era diventato ricco grazie a Dylan Dog e Gipi può lavorare in
altri campi). Tutti gli altri hanno smesso perché nessuno li pagava
più. Gli autori fanno fumetti perché qualcuno li paga o perché sperano
di essere pagati. Un fumetto su Sherlock Holmes sarebbe un lavoro su
commissione come qualunque altro: come Devil, Dago, Il commissario
Spada e Corto Maltese.
G.G.
2011-12-29 09:24:52 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
- Ci sono mesi di tempo.
Non è detto, specie nelle operazione commerciali a rimorchio d'altre.

Basti vedere cosa è accaduto con W.i.t.c.h, o con altri fumetti a
rimorchio d'altri fenomeni cinematografici/artistii. Spariti.
Post by schwarzer peter
- Il supervisore (non l'editor) dovrebbe capire quali sono gli autori
migliori per fare un fumetto del genere. Sceglie autori adatti: ha un
po' di merito; sceglie autori sbagliati: ha un po' di colpa.
Quello che mi proponi, è un prodotto sen'anima, seriale, senza nessun
coraggio, un lavoro su commissione e nulla più. Bene, la stessa
differenza che passa tra un film d'autore e una fiction Mediaset.

Poi non ci lamentiamo se in fumetteria non ci si trova *niente*. Perchè
già il lettore medio italiano non è più un lettore occasionale, se ti
ritrova un fumetto tirato via, non te la perdona.
Post by schwarzer peter
Non capisco perché date per scontato che un fumetto del genere è una
marchetta fatta da mercenari.
Forse perchè lo è? Certo, se uno ha una buona storia sul Detective di
Baker Street, ora è il miglior periodo per pubblicarla, ma Peter, una
buona storia *costa*, ed è difficile trovare un buon autore, con una
buona storia disposto ad uscire con tempi rapidi e con controllo
dell'opera nullo.
Post by schwarzer peter
Fare fumetti è un lavoro. L'ispirazione
non c'entra un cazzo.
Eh no. Fare fumetti è un lavoro, ma come tutti i lavoro sul ramo
artistico richiede ispirazione. E' la differenza che passa tra un Moccia
ed un Eco, tra Blade Runner e Natale al Cesso, tra una Ferrari ed una
microcar cinese.

Se poi spingo il tuo discorsetto che potrebbe prestarsi ad essere visto
come un rant d'editor fallito (o in odore di fallimento, e non mi
riferisco a te), mi devo apettare di pagare a tavola 10/8 euro, perchè
"I soldi puzzano" e 8 euro è il giusto prezzo. Liquidiamo anche lo
sceneggiatore, perchè i libri di Conan Doyle sono royalties free, oppure
condensiamo sceneggiatore ed autore dei dialoghi e perchè no,
disegnatore in una sola figura, o in un team di cinque ragazzette prese
dalla più vicina accademia del fumetto. E visto che ci siamo, disegno o
in graffiato, o bonellide, perchè ora vanno per la maggiore (due anni
fa, avrebbero fatto Holmes e Watson bishie).
Post by schwarzer peter
Da 30 anni a questa parte gli unici due che
hanno smesso di fare fumetti perché non avevano più ispirazione sono
stati Sclavi e Gipi. Sorpresa: tutti e due se lo potevano permettere
Clap Clap Clap. Fantastico. Meraviglioso

Clap Clap Clap. Ti prego, rifallo, perchè una simile strafottenza da
"padroncino", quello "Uè pirlett, si ti mi chi mi chi te paga lo sgheò"
e "Io pago, io comando" non lo vedevo così meravigliosamente
personificato.


Sclavi è andato in depressione, ed è una cosa con la quale non si
scherza, dato che invalida *molto* più che perdere le due mani. Gipi ha
smesso di scrivere fumetti perchè vuole *rischiarsela* in altri ambiti,
e devo dire che a differenza dell'amico Ausonia, ha le carte in regola
per essere un autore teatrale molto più bravo del suo lato fumettaro.
Post by schwarzer peter
altri campi). Tutti gli altri hanno smesso perché nessuno li pagava
più.
O forse li pagavano troppo poco (cosa che il "fumetto su Holmes" è un
chiaro sintomo), o forse pretendono tempi troppo stretti e un cambio di
rotta sul personaggio presentato, o condizioni inaccettabili, cosa che
nel piccolo e contorto mercato fumettistico è prassi.

Se queste cose non le sai, ed è evidente da come ti poni al problema,
evita di parlarne. Fai un favore a tutti.

Tu vuoi sapere gli autori italiani™ che hanno presentato su piattaforma
iTunes come fumetto digitale? Roba da...99 centesimi a volume. Mi dici
come fa un fumettista a vivere?

Te lo dico io: hanno raccolto i migliori webzinari dal forum "Sofiko
Melatilo e disegno manga", gli hanno detto "Ehy gente, domani vi
pubblico su AI TUNEZ!", gli hanno rifilato una iTunes Card da 20 euro, e
stop.
Post by schwarzer peter
di essere pagati. Un fumetto su Sherlock Holmes sarebbe un lavoro su
commissione come qualunque altro: come Devil, Dago, Il commissario
Spada e Corto Maltese.
Se io disegno per Dago, passo come "Un professionista che lavora per il
compianto Cavalier Bonelli". Se io scrivo una storia di Corto Maltese,
ancor prima di prendere la penna, mi prendono i tremori perchè devo
vedermela col fantasma di Hugo Pratt dietro la schiena e rischio passare
come "Il macellaio di Corto".

Se scrivo un fumetto di Holmes, *adesso* ed è un prodotto commerciale, o
faccio "Mea e Rea maggiche amiche", storia di due tifose della Roma che
scoprono d'avere superpoteri come eludere il Daspo o entrare senza
pagare il ticket, oppure domani la Disney rilancia il reboot di Topolino
e Paperone e io disegno e scrivo "DopoLino e Zio Caperone", sai come
vengo bollato dal mercato fumettistico italiano™? Come un marchettaro, e
come tale, indegno di fare produzioni con un po' di rischio, e
soprattutto d'essere ben pagato.

Anche Toppi, non scrive quasi più. Serpieri? Pure lui. Quanti autori
"dormienti" ci sono? Tanti. Perchè?

Che cosa è successo? Non credo che navighino nell'oro.

Una mia teoria ce l'ho. Ed è dimostrabile.

"Pagare l'autore". Si, pagargle er disegnino e nulla più. L'autore va
retribuito per quello che è: un artigiano, non un operaio alla catena di
montaggio a guisa di Tempi Moderni.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
schwarzer peter
2011-12-29 10:37:10 UTC
Permalink
Post by G.G.
Post by schwarzer peter
di essere pagati. Un fumetto su Sherlock Holmes sarebbe un lavoro su
commissione come qualunque altro: come Devil, Dago, Il commissario
Spada e Corto Maltese.
Se io disegno per Dago, passo come "Un professionista che lavora per il
compianto Cavalier Bonelli". Se io scrivo una storia di Corto Maltese,
ancor prima di prendere la penna, mi prendono i tremori perchè devo
vedermela col fantasma di Hugo Pratt dietro la schiena e rischio passare
come "Il macellaio di Corto".
Guarda che intendevo il Corto Maltese originale.
schwarzer peter
2011-12-29 10:39:52 UTC
Permalink
Post by G.G.
Post by schwarzer peter
- Ci sono mesi di tempo.
Non è detto, specie nelle operazione commerciali a rimorchio d'altre.
Basti vedere cosa è accaduto con W.i.t.c.h, o con altri fumetti a
rimorchio d'altri fenomeni cinematografici/artistii. Spariti.
Post by schwarzer peter
- Il supervisore (non l'editor) dovrebbe capire quali sono gli autori
migliori per fare un fumetto del genere. Sceglie autori adatti: ha un
po' di merito; sceglie autori sbagliati: ha un po' di colpa.
Quello che mi proponi, è un prodotto sen'anima, seriale, senza nessun
coraggio, un lavoro su commissione e nulla più. Bene, la stessa
differenza che passa tra un film d'autore e una fiction Mediaset.
Poi non ci lamentiamo se in fumetteria non ci si trova *niente*. Perchè
già il lettore medio italiano non è più un lettore occasionale, se ti
ritrova un fumetto tirato via, non te la perdona.
Post by schwarzer peter
Non capisco perché date per scontato che un fumetto del genere è una
marchetta fatta da mercenari.
Forse perchè lo è? Certo, se uno ha una buona storia sul Detective di
Baker Street, ora è il miglior periodo per pubblicarla, ma Peter, una
buona storia *costa*, ed è difficile trovare un buon autore, con una
buona storia disposto ad uscire con tempi rapidi e con controllo
dell'opera nullo.
Post by schwarzer peter
Fare fumetti è un lavoro. L'ispirazione
non c'entra un cazzo.
Eh no. Fare fumetti è un lavoro, ma come tutti i lavoro sul ramo
artistico richiede ispirazione. E' la differenza che passa tra un Moccia
ed un Eco, tra Blade Runner e Natale al Cesso, tra una Ferrari ed una
microcar cinese.
Se poi spingo il tuo discorsetto che potrebbe prestarsi ad essere visto
come un rant d'editor fallito (o in odore di fallimento, e non mi
riferisco a te), mi devo apettare di pagare a tavola 10/8 euro, perchè
"I soldi puzzano" e 8 euro è il giusto prezzo. Liquidiamo anche lo
sceneggiatore, perchè i libri di Conan Doyle sono royalties free, oppure
condensiamo sceneggiatore ed autore dei dialoghi e perchè no,
disegnatore in una sola figura, o in un team di cinque ragazzette prese
dalla più vicina accademia del fumetto. E visto che ci siamo, disegno o
in graffiato, o bonellide, perchè ora vanno per la maggiore (due anni
fa, avrebbero fatto Holmes e Watson bishie).
Post by schwarzer peter
Da 30 anni a questa parte gli unici due che
hanno smesso di fare fumetti perché non avevano più ispirazione sono
stati Sclavi e Gipi. Sorpresa: tutti e due se lo potevano permettere
Clap Clap Clap. Fantastico. Meraviglioso
Clap Clap Clap. Ti prego, rifallo, perchè una simile strafottenza da
"padroncino", quello "Uè pirlett, si ti mi chi mi chi te paga lo sgheò"
e "Io pago, io comando" non lo vedevo così meravigliosamente
personificato.
Sclavi è andato in depressione, ed è una cosa con la quale non si
scherza, dato che invalida *molto* più che perdere le due mani. Gipi ha
smesso di scrivere fumetti perchè vuole *rischiarsela* in altri ambiti,
e devo dire che a differenza dell'amico Ausonia, ha le carte in regola
per essere un autore teatrale molto più bravo del suo lato fumettaro.
Post by schwarzer peter
altri campi). Tutti gli altri hanno smesso perché nessuno li pagava
più.
O forse li pagavano troppo poco (cosa che il "fumetto su Holmes" è un
chiaro sintomo), o forse pretendono tempi troppo stretti e un cambio di
rotta sul personaggio presentato, o condizioni inaccettabili, cosa che
nel piccolo e contorto mercato fumettistico è prassi.
Se queste cose non le sai, ed è evidente da come ti poni al problema,
evita di parlarne. Fai un favore a tutti.
Tu vuoi sapere gli autori italiani™ che hanno presentato su piattaforma
iTunes come fumetto digitale? Roba da...99 centesimi a volume. Mi dici
come fa un fumettista a vivere?
Te lo dico io: hanno raccolto i migliori webzinari dal forum "Sofiko
Melatilo e disegno manga", gli hanno detto "Ehy gente, domani vi
pubblico su AI TUNEZ!", gli hanno rifilato una iTunes Card da 20 euro, e
stop.
Post by schwarzer peter
di essere pagati. Un fumetto su Sherlock Holmes sarebbe un lavoro su
commissione come qualunque altro: come Devil, Dago, Il commissario
Spada e Corto Maltese.
Se io disegno per Dago, passo come "Un professionista che lavora per il
compianto Cavalier Bonelli". Se io scrivo una storia di Corto Maltese,
ancor prima di prendere la penna, mi prendono i tremori perchè devo
vedermela col fantasma di Hugo Pratt dietro la schiena e rischio passare
come "Il macellaio di Corto".
Se scrivo un fumetto di Holmes, *adesso* ed è un prodotto commerciale, o
faccio "Mea e Rea maggiche amiche", storia di due tifose della Roma che
scoprono d'avere superpoteri come eludere il Daspo o entrare senza
pagare il ticket, oppure domani la Disney rilancia il reboot di Topolino
e Paperone e io disegno e scrivo "DopoLino e Zio Caperone", sai come
vengo bollato dal mercato fumettistico italiano™? Come un marchettaro, e
come tale, indegno di fare produzioni con un po' di rischio, e
soprattutto d'essere ben pagato.
Anche Toppi, non scrive quasi più. Serpieri? Pure lui. Quanti autori
"dormienti" ci sono? Tanti. Perchè?
Che cosa è successo? Non credo che navighino nell'oro.
Una mia teoria ce l'ho. Ed è dimostrabile.
"Pagare l'autore". Si, pagargle er disegnino e nulla più. L'autore va
retribuito per quello che è: un artigiano, non un operaio alla catena di
montaggio a guisa di Tempi Moderni.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
E' così brutto rispondere a quello che ho scritto??
Le tue repliche non c'entrano nulla con l'articolo di House of Mystery
e con quello che ho scritto qua.
Cerchi di mettermi in bocca delle cose assurde.
G.G.
2011-12-29 13:13:55 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
Le tue repliche non c'entrano nulla con l'articolo di House of Mystery
Calma, non overquotare. Di quello che penso dell'articolo ho già detto 7
giorni fa e 4 ore, riassumibile in:

"E soprattutto, quanto è lecito "agganciarsi" al rimorchio di un film di
successo?

Dunque, chiediti: cosa rende ostico il detective di Baker Street? Essere
a Baker Street, o semplicemente la considerazione, pragmatica, logica,
molto Holmesiana..."Non cavalcare le mode, non restano?"

Poi si è andati, come in qualsiasi discussione su usenet, a parlare del
tipo di manodopera necessaria per l'operazione, ed è venuto fuori quanto
pensavo: si avrà un prodotto dequalificato prodotto da autori ed
operatori "Improvvisati", dato che scrivere di Sherlock Holmes non è
propriamente "semplice" (per ottenere qualcosa di ottimo, c'è voluto
Miyazaki/Pagot e poi Moore, non proprio tre "dilettanti").

Il resto, beh, scusami, te lo sei tirato tu addosso con il discorso "ti
pago,e tu esegui".

Sorry, non funziona così: io autore ho una storia ed un personaggio, lo
porto a te, e tu mi dai spazio. Io autore decido di prendere le redini
di un personaggio, vado da te, e presento il mio progetto su.

Il lavoro "a chiamata" esiste, ma non lamentiamoci se poi i risultati
sono ben miseri. Ma non facciamone una regola.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
schwarzer peter
2011-12-29 13:34:58 UTC
Permalink
Post by G.G.
Post by schwarzer peter
Le tue repliche non c'entrano nulla con l'articolo di House of Mystery
Calma, non overquotare. Di quello che penso dell'articolo ho già detto 7
"E soprattutto, quanto è lecito "agganciarsi" al rimorchio di un film di
successo?
Dunque, chiediti: cosa rende ostico il detective di Baker Street? Essere
a Baker Street, o semplicemente la considerazione, pragmatica, logica,
molto Holmesiana..."Non cavalcare le mode, non restano?"
Poi si è andati, come in qualsiasi discussione su usenet, a parlare del
tipo di manodopera necessaria per l'operazione, ed è venuto fuori quanto
pensavo: si avrà un prodotto dequalificato prodotto da autori ed
operatori "Improvvisati", dato che scrivere di Sherlock Holmes non è
propriamente "semplice" (per ottenere qualcosa di ottimo, c'è voluto
Miyazaki/Pagot e poi Moore, non proprio tre "dilettanti").
Il resto, beh, scusami, te lo sei tirato tu addosso con il discorso "ti
pago,e tu esegui".
Quello che ho scritto io non è "Ti pago, tu esegui" ma "Ti pagherei
per fare un fumetto che ritengo sia adatto a te. E' fattibile?"
Post by G.G.
Sorry, non funziona così: io autore ho una storia ed un personaggio, lo
porto a te, e tu mi dai spazio. Io autore decido di prendere le redini
di un personaggio, vado da te, e presento il mio progetto su.
Il lavoro "a chiamata" esiste, ma non lamentiamoci se poi i risultati
sono ben miseri. Ma non facciamone una regola.
Hai una visione distorta del lavoro dei fumettisti.
G.G.
2011-12-29 15:08:06 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
Quello che ho scritto io non è "Ti pago, tu esegui" ma "Ti pagherei
per fare un fumetto che ritengo sia adatto a te. E' fattibile?"
Si, è fattibile. Ma bisogna vedere quanti risponderebbero alla chiamata.

E credimi, il denaro non è l'unico fattore.

Purtroppo, ti scontreresti con operatori che farebbero la tua stessa
mossa, ma con autori ex fanzine a costo zero, o quasi.

Vuoi la prova? Apri iTunes ;)
Post by schwarzer peter
Hai una visione distorta del lavoro dei fumettisti.
Aiutami a capire il tuo punto di vista.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Soylent Green Is People
2011-12-29 13:46:37 UTC
Permalink
Post by G.G.
Il lavoro "a chiamata" esiste, ma non lamentiamoci se poi i risultati
sono ben miseri. Ma non facciamone una regola.
io lavoro a chiamata. non faccio fumetti, e forse e' per quello che
produco cmq qualita' e anche se su commissione sono gratificato dal
mio lavoro ;1
G.G.
2011-12-29 15:07:56 UTC
Permalink
Post by Soylent Green Is People
e anche se su commissione sono gratificato dal
mio lavoro ;1
Perchè agisci, come me, in un mercato "maturo".

Ma nel mercato fumettistico, dove a chiamata tirano fuori solo la
ragazzina appena uscita dall'accademia, come agiresti?

C'è anche la libertà di rifiutare. Io non accetterei *mai* di far
comunicazione per Casa Pound, nemmeno se mi coprissero d'oro.

Così come, se domani mi dicono "Scrivimi un Martin Mystere", io
accetterei di buon grado, perchè penso di conoscere bene il personaggio
e gli ingredienti per una storia. Ma se mi viene proposto "a
commissione" di prendere una mia creazione personale e piegarla ad una
logica commerciale, o peggio, di realizzare "il fumetto di Colorado", io
rifiuto.

E non voglio che mi sia detto che "Il denaro mi puzza".

Esempio chiaro?
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Soylent Green Is People
2011-12-29 21:19:49 UTC
Permalink
Post by G.G.
 e anche se su commissione sono gratificato dal
mio lavoro ;1
Perchè agisci, come me, in un mercato "maturo".
credo sia principalmente perche' agisco in un mercato che ragiona su
altri parametri o ha deciso come farli convivere con il mercato stesso
(vedi dopo)
Post by G.G.
Ma nel mercato fumettistico, dove a chiamata tirano fuori solo la
ragazzina appena uscita dall'accademia, come agiresti?
questo accade in qualsiasi settore dove ci sia sovrannumero di offerta
rispetto alla necessita' di impiego, e potendo scegliere si sceglie
sempre il lavoratore con il quale ci si puo' impegnare per il minor
numero di garanzie possibili

ma tu fai un discorso diverso mi pare
Post by G.G.
C'è anche la libertà di rifiutare. Io non accetterei *mai* di far
comunicazione per Casa Pound, nemmeno se mi coprissero d'oro.
Così come, se domani mi dicono "Scrivimi un Martin Mystere", io
accetterei di buon grado, perchè penso di conoscere bene il personaggio
e gli ingredienti per una storia. Ma se mi viene proposto "a
commissione" di prendere una mia creazione personale e piegarla ad una
logica commerciale, o peggio, di realizzare "il fumetto di Colorado", io
rifiuto.
E non voglio che mi sia detto che "Il denaro mi puzza".
Esempio chiaro?
chiarissimo, l'avevo capito anche prima :1


eisner prima di contract with god ha fatto "peggio" del tuo "o
peggio". tezuka a dire di tatsumi un minimo di rimpianto per non aver
intuito da subito la novita' del gekiga lo ha avuto. e cosi' via: i
campioni dell'arte fumettistica (primo io a considerarli tali) sono
stati meno intransigenti, e non credo assolutamente sia stato perche'
avevano meno scrupoli nel cedere la propria integrita' artistica

ma perche' evidentemente per loro non bastava una categoria per
decidere che un lavoro compromettesse quell'integrita'


per citare una felice frase di un amico autore: "uno scrittore di
professione lo riconosci dal fatto che viene pagato"

il che semplicemente significa, per me, rifiutare il concetto di arte
come verbo divino, di fiammella spiritosantistica che permette ai
sarcedoti di far giungere la verita' ai comuni mortali.
alla fine il concetto e' tutto qui. ed e' molto meno metafisico di
quanto possa sembrare.

significa, molto empiricamente, e arrivando a quel "vedi dopo", essere
riusciti (non io, il "sistema") a conciliare in maniera straordinaria
la produzione di software, storicamente nato al di fuori di regole di
commercializzazione, alla sua successiva integrazione in una logica di
profitto

senza inventarsi alla fine nulla di piu' immaginifico di un'equilibrio
tra puro spirito di passione, mecenatismo e spietata concorrenza.
tanto quanto e' stata l'arte da dopo il neolitico a prima della sua
riproducibilita' tecnica ;1

e se i principi foraggiavano per il proprio prestigio, i papi per
stupire le masse, e gli imperatori per garantirsi una mitologia
personale, il perno fondamentale perche' ognuna di queste cose
funzioni e' che il mezzo sia intelligibile e soprattutto il piu'
condiviso possibile.
quando non lo e' perche' non si compromette i casi sono due: o di
avere un pubblico gliene frega poco (legittimo) o non e' in grado di
spiegarsi, e fa un misero servizio al suo verbo
G.G.
2011-12-29 23:45:15 UTC
Permalink
Post by Soylent Green Is People
credo sia principalmente perche' agisco in un mercato che ragiona su
altri parametri o ha deciso come farli convivere con il mercato stesso
(vedi dopo)
Si, il punto è questo: è un mercato diverso, quello italiano del fumetto
è un pollaio dove ci sono 10 galli che parlano male di loro da mane a
sera.
Post by Soylent Green Is People
questo accade in qualsiasi settore dove ci sia sovrannumero di offerta
rispetto alla necessita' di impiego,
O peggio (vedasi Fiat), ove è possibile delocalizzare o meglio,
acquistare un prodotto semipronto da completare in locale e
commercializzare.
Post by Soylent Green Is People
ma tu fai un discorso diverso mi pare
Si, di fattibilità/comunicazione.
Post by Soylent Green Is People
chiarissimo, l'avevo capito anche prima :1
Giusto per metter in chiaro. Ho letto risposte piccatissime, ed ho
deciso di abbassare i toni.
Post by Soylent Green Is People
ma perche' evidentemente per loro non bastava una categoria per
decidere che un lavoro compromettesse quell'integrita'
Forse per la presenza di maggior spazio di manovra?
Post by Soylent Green Is People
per citare una felice frase di un amico autore: "uno scrittore di
professione lo riconosci dal fatto che viene pagato"
E per citare una seconda frase di un bravo autore, "Dimmi con chi
pubblichi, e ti dirò chi sei"
Post by Soylent Green Is People
il che semplicemente significa, per me, rifiutare il concetto di arte
come verbo divino, di fiammella spiritosantistica che permette ai
sarcedoti di far giungere la verita' ai comuni mortali.
Esatto. Così arriviamo al bimbominkiesimo più sfegatato.
Post by Soylent Green Is People
alla fine il concetto e' tutto qui. ed e' molto meno metafisico di
quanto possa sembrare.
Ma non dobbiamo "uccidere" l'autore con "le palle" per far spazio al
ragazzino da pantografo, o la recluta dell'accademia.

Insomma, il "low cost" del fumetto no. La punto si.

Con tante Punto, c'è spazio e mercato per costruire le Ferrari.
Post by Soylent Green Is People
quando non lo e' perche' non si compromette i casi sono due: o di
avere un pubblico gliene frega poco (legittimo) o non e' in grado di
spiegarsi, e fa un misero servizio al suo verbo
C'è anche il caso tre: ha scelto il mercato sbagliato.
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Soylent Green Is People
2011-12-29 13:42:34 UTC
Permalink
Post by The 10th Doctor
Quello che mi proponi, è un prodotto senz'anima, seriale, senza nessun
coraggio, un lavoro su commissione e nulla più. Bene, la stessa
differenza che passa tra un film d'autore e una fiction Mediaset.
Poi non ci lamentiamo se in fumetteria non ci si trova *niente*. Perchè
già il lettore medio italiano non è più un lettore occasionale, se ti
ritrova un fumetto tirato via, non te la perdona.
o forse perche' quello medio italiano e' poco lettore, visto che
preferisce le fiction mediaset e in fumetteria invece ci stanno i film
d'autore

ripeto anche qui: un po' meno ideologia e piu' disposizione a
comprendere la realta', anche se non ci trova d'accordo.


e lo dico sapendo di avere atteggiamenti molto snob in fatto di
fumetti.
ma una cosa e' cio' che vorrei leggere e che vorrei la gente leggesse,
e un'altra quello che il resto del mondo continua a fare nonostante la
mia opinione

il che non vuol dire che tutto e' accettabile purche' abbia un
pubblico, ma che tutto cio' che ha un pubblico ha un motivo per
averlo, e l'atteggiamento migliore in questi casi e' capire questi
motivi. passo fondamentale se per di piu' si vogliono rivoluzionare i
gusti di chi legge
Post by The 10th Doctor
"Pagare l'autore". Si, pagarglie er disegnino e nulla più. L'autore va
retribuito per quello che è: un artigiano, non un operaio alla catena di
montaggio a guisa di Tempi Moderni.
ho sicuramente un punto di vista alterato, ma se vogliamo fare
discorsi da logiche di mercato il fumetto, tolti quei due tre
"colossi" da edicola, dovrebbero venderlo gli autori impaginato da
loro direttamente ad un banchetto. generalizzo o meglio sono un po' in
ritardo coi tempi, perche' investimenti editoriali come quello di bao,
o gli accoppiamenti tra editori fumettistici e di varia dimostrano che
le cose stanno cambiando.

ma se un volume di canicola se la puo' giocare, magari non come
vendite ma almeno come visibilita', e' secondo me perche' la coda era
ormai talmente lunga che l'immagine del fumetto come prodotto
artigianale, nel senso di rapporto diretto ed esclusivo tra autore e
compratore, e' meno similitudinare di quanto si possa pensare.

in questo senso i banchetti e l'impaginazione, e in quest'ottica
sociale di consumo per autori si possono intendere anche editori di
certo materiale tradotto, come possono essere renoir o black velvet.


col senno di poi penso che l'asfissia delle tirature fumettistiche
degli ultimi tot anni si sia dimostrata qualcosa di positivo. si e'
pubblicato di tutto perche' si poteva pubblicare di tutto: i numeri
fisiologici si erano talmente abbassati e di pari passo il rischio
collegato. numeri piu' piccoli per tutti, credo, editori e autori.

si e' potuto pubblicare quei titoli che non avevano pubblico, o ne
avevano poco ma ormai quel poco era tanto quanto il pari di altri, e
la prima prerogativa per trovare nuovi lettori e' proporre titoli
alternativi a quelli che non vendono piu'.

poi, ripeto, magari mi sbaglio. i numeri non sono mai scesi tanto
quanto immagino, e questo nuovo interesse alle potenzialita' di
monetizzazione del fumetto viene da altre ragioni.

ma resta questo interesse, restano editori di varia che decidono che
un fumetto e' commercialmente appetibile quanto un libro (forse
perche' anche li' gli ordini di grandezza sono scesi): ed e' un
interesse di pura merce. che la scelta cada su eisner o sul fumetto di
twilight il merito non cambia: l'editoria e' un'attivita' commerciale
(con buona pace di lapalisse e di alcuni amici ;))

la parabola degli ultimi dieci anni dell'editoria fumettistica
italiana per me e' quasi esclusivamente tessuta da necessita' e
reazioni economiche. mi riferisco agli editori che per fermento e
molteplicita' si pongono al polo opposto a quello dei colossi a cui
accennavo prima: i secondi hanno i numeri i primi la massa.


detto questo dobbiamo deciderci se rischiare e' un valore solo quando
si prendono i rischi che condividiamo (ma che rischio sarebbe?)

e' con dispiacere che in fumetteria trovo raramente un manga che non
mi faccia pentire di averlo sfogliato, ma per paradosso i peggio shojo
sono stati piu' significativi del tezuka della hazard.
il pubblico nuovo e' arrivato coi primi, ma se li leggiamo alla luce
di certi scenari e prospettive sul manga negli anni novanta, dobbiamo
considerarli entrambi dei rischi.

altrimenti si ritorna al paradosso iniziale per cui il denaro puzza
per fare sherlock holmes, e invece bisognerebbe turarsi il naso, ma
non tanto da sopportare la puzza della de filippi.



ps: potrebbero essere una serie di opinioni campate in aria, come
validita' dei dati su cui baso la mia analisi, ma, per riallacciarsi
ai messaggi di moreno sull'accessibilita' degli autori (e degli
addetti ai lavori, e alcune volte di entrambi nella stessa persona),
non esiste un luogo di dialogo paritetico dove queste domande possano
essere poste, o dove le risposte vengano date. se se ne parla, se ne
parla sempre dai balconi (nel caso segnalate link di valide
alternative :))
G.G.
2011-12-29 15:08:01 UTC
Permalink
Post by Soylent Green Is People
o forse perche' quello medio italiano e' poco lettore, visto che
preferisce le fiction mediaset e in fumetteria invece ci stanno i film
d'autore
Dipende da dove vuoi collocarlo, prova a metterti gli occhiali da
commerciale/ufficio stampa e togliere quelli da appassionato: cosa
succede Andrea?


Che l'ufficio commerciale/stampa come prima mossa ti "ferma" i lavori
poichè

1) Lo spettatore di Gioco D'Ombre non è un acquirente di fumetti. Target
commerciale differenti.

2) Se esco in edicola, mi porto addosso l'aria di un prodotto
raccogliticcio ed inadatto, tirato via per vendere qualche spiccetto.
Chi si "comprometterebbe" per questo?
Post by Soylent Green Is People
ripeto anche qui: un po' meno ideologia e piu' disposizione a
comprendere la realta', anche se non ci trova d'accordo.
certo. Io, bruscamente, sto anche ragionando con i numeri.
Post by Soylent Green Is People
capire questi
motivi. passo fondamentale se per di piu' si vogliono rivoluzionare i
gusti di chi legge
Fondamentalmente, io sono spaventato dall'idea di fondo: produciamo col
traino.
Post by Soylent Green Is People
ho sicuramente un punto di vista alterato, ma se vogliamo fare
discorsi da logiche di mercato il fumetto,
La mia alterazione si chiama E-Press. Purtroppo ha acutizzato dei
fenomeni già presenti, estremizzandoli.
Post by Soylent Green Is People
tra editori fumettistici e di varia dimostrano che
le cose stanno cambiando.
Lentamente ma si. Anche un editore come Coniglio che getta la spugna, o
Coconino che per sopravvivere s'è fusa con la Fandango ti mostra come si
stia aprendo una grande forbice tra prodotto "popolarissimo" e prodotto
"di nicchia".

Per dar spazi, bisogna chiudere questa forbice il più possibile e
trasformarla in ventaglio.
Post by Soylent Green Is People
sociale di consumo per autori si possono intendere anche editori di
certo materiale tradotto, come possono essere renoir o black velvet.
E non c'è nulla di male (come qualcuno invece pensa), nel prendere
materiale estero, purchè non si tratti di vettori promozionali.
Post by Soylent Green Is People
collegato. numeri piu' piccoli per tutti, credo, editori e autori.
Esattamente. E ora come ora, invertire questa tendenza, con una
autocrazia di facciata è letale.
Post by Soylent Green Is People
per fare sherlock holmes, e invece bisognerebbe turarsi il naso, ma
non tanto da sopportare la puzza della de filippi.
PErchè sono target commerciali simili, ma culturalmente diversi.

Il defilippiano non ti comprerà mai un fumetto, a meno che non parli
della De Filippi.

Il Fumetto d'autore è come la Apple: ci vai perchè la cerchi. ;)
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Soylent Green Is People
2011-12-29 22:09:49 UTC
Permalink
Post by G.G.
Post by Soylent Green Is People
o forse perche' quello medio italiano e' poco lettore, visto che
preferisce le fiction mediaset e in fumetteria invece ci stanno i film
d'autore
Dipende da dove vuoi collocarlo, prova a metterti gli occhiali da
commerciale/ufficio stampa e togliere quelli da appassionato: cosa
succede Andrea?
una premessa: sono fortemente convinto che il pubblico (qualsiasi,
soprattutto quello numeroso) sia poco stupido ma molto pigro
la pigrizia uccide la curiosita' a porta all'abitudine, il problema
dello stagnamento e delle morti di generi e linguaggi secondo me nasce
da questo.

dal puntare sull'inedia del pubblico, dal farlo sclerotizzare nelle
proprie abitudini di lettura (e visione) per non correre il rischio di
perderlo e ottenendo esclusivamente il livellamento dell'offerta
narrativa (ci metto dentro tutto, fumetti, televisione, anche musica)

questo, prima ancora di essere sbagliato per motivi etici, lo e' ai
fini di mera lungimiranza.

roba che nel fumetto statunitense han visto gia' minimo due o tre
volte e nonostante tutto sembrano non capire
perche' un lettore che inizia ad annoiarsi dei libri che vengono
pubblicati ed e' abituato a libri tutti uguali, semplicemente smette
di leggere. come puo' venirgli in mente che esiste quel ventaglio di
cui parli dove andare a cercare?
Post by G.G.
Che l'ufficio commerciale/stampa come prima mossa ti "ferma" i lavori
poichè
1) Lo spettatore di Gioco D'Ombre non è un acquirente di fumetti. Target
commerciale differenti.
2) Se esco in edicola, mi porto addosso l'aria di un prodotto
raccogliticcio ed inadatto, tirato via per vendere qualche spiccetto.
Chi si "comprometterebbe" per questo?
intendevo qualcosa di piu' sottile, ovvero il fatto che non ci si puo'
lamentare allo stesso tempo che il pubblico segua le fiction mediaset
e poi fare le anime pie sullo scarso seguito dei "film
d'autore" (termini tuoi)

io considero di massa longshot e la nouvelle pornographie, per cui per
me il problema non si pone

e capisco il ragionamento degli editor o degli uffici commerciali, ma
fa il pari col pensare di poter ritenere il petrolio un'investimento
da qui ai prossimi cento anni: ha senso solo se tanto le tue esigenze
si fermano ai prossimi venti


btw, non so perche' (non ho mai indagato) il cardine del prodotto
tecnologico sia l'innovazione mentre quello del prodotto artistico/
narrativo sia la conservazione.
sono due posizioni inutilmente contrapposte e inconciliabili
Post by G.G.
La mia alterazione si chiama E-Press. Purtroppo ha acutizzato dei
fenomeni già presenti, estremizzandoli.
se la intendi come vanity-press sono piu' che d'accordo. credo nella
necessita' di un processo editoriale e redazionale, come necessita'
dell'autore prima che del pubblico.

ma due cose non si possono non considerare: quando quel processo si
trasforma in un filtro con regole assolute di arbitrarieta', e che
dave sim, i canadesi etc etc hanno, per cosi' dire, dimostrato che gli
stessi meccanismi impliciti all'e-press sono la manna proprio per
risolvere certi stalli

e infatti che per te sia un'alterazione non mi torna
Post by G.G.
Post by Soylent Green Is People
tra editori fumettistici e di varia dimostrano che
le cose stanno cambiando.
Lentamente ma si. Anche un editore come Coniglio che getta la spugna, o
Coconino che per sopravvivere s'è fusa con la Fandango ti mostra come si
stia aprendo una grande forbice tra prodotto "popolarissimo" e prodotto
"di nicchia".
pero' io li consideravo come esempi di un ventaglio che si apre, e di
una forbice che si restringe. non capisco il tuo punto di vista
Post by G.G.
Post by Soylent Green Is People
per fare sherlock holmes, e invece bisognerebbe turarsi il naso, ma
non tanto da sopportare la puzza della de filippi.
PErchè sono target commerciali simili, ma culturalmente diversi.
Il defilippiano non ti comprerà mai un fumetto, a meno che non parli
della De Filippi.
Il Fumetto d'autore è come la Apple: ci vai perchè la cerchi. ;)
bell'esempio, visto che la apple e' quanto di piu' vicino alla
defilippi mi possa venire in mente in campo informatico. proprio come
modello di invasione del palinsesto :1

ma non stavate parlando in termini di target. il discorso che mi ha
fatto intervenire era un altro...
G.G.
2011-12-29 23:56:37 UTC
Permalink
Post by Soylent Green Is People
una premessa: sono fortemente convinto che il pubblico (qualsiasi,
soprattutto quello numeroso) sia poco stupido ma molto pigro
Allora, hai una via semplice ed efficace. Cerca un pubblico di nicchia,
e da li costruisci il tuo consenso.

E' un approccio rischioso, ma che ha sempre funzionato.
Post by Soylent Green Is People
la pigrizia uccide la curiosita' a porta all'abitudine, il problema
dello stagnamento e delle morti di generi e linguaggi secondo me nasce
da questo.
Ma da qualche parte devi ripartire. E non riparti certo con la
commercialata, quella aumenta la stagnazione.
Post by Soylent Green Is People
questo, prima ancora di essere sbagliato per motivi etici, lo e' ai
fini di mera lungimiranza.
L'economia del petrolio. Mi trovi d'accordo.
Post by Soylent Green Is People
, semplicemente smette
di leggere. come puo' venirgli in mente che esiste quel ventaglio di
cui parli dove andare a cercare?
Per questo esistono le nicchie, per questo , in blocco o crisi, vanno
allargate.
Post by Soylent Green Is People
e poi fare le anime pie sullo scarso seguito dei "film
d'autore" (termini tuoi)
Si, ero ironico comunque :) mancava la faccina.
Post by Soylent Green Is People
sono due posizioni inutilmente contrapposte e inconciliabili
Non sempre: prendi i prodotti Apple: innovativi nell'approccio,
conservativi nella tecnologia scelta.
Post by Soylent Green Is People
se la intendi come vanity-press sono piu' che d'accordo. credo nella
necessita' di un processo editoriale e redazionale, come necessita'
dell'autore prima che del pubblico.
Esattamente. Il fatto è che...la vanity press è una macchina stampa
denaro. Costa un niente da produrre, vende poco ma continuamente.

Se poi io ho 400 vanity author, e solo due mi svoltano o solo uno, ho
vinto un terno al lotto. E' lo stesso approccio che porta a creare i
comici da Zelig o Colorado. 10 mediocri, uno appena buono che ripaga del
quadruplo l'investimento.

Sai a cosa porta l'approccio "facciamo una cosa a rimorchio?"

Eccolo:

http://www.ipadevice.com/elyzabeth-1-un-nuovo-fumetto-marchiato-meleto-i
n-offerta-lancio-a-soli-79-centesimi-56315

Dimmi un po' cosa ti ricorda (in peggio).

E tu dimmi un approccio del genere cosa può generare nel medio periodo.
Post by Soylent Green Is People
dave sim, i canadesi etc etc hanno, per cosi' dire, dimostrato che gli
stessi meccanismi impliciti all'e-press sono la manna proprio per
risolvere certi stalli
Se vuoi l'Epress come un media valido, devi avere un mercato solido.
Post by Soylent Green Is People
e infatti che per te sia un'alterazione non mi torna
Diciamo che iTunes mi parla....
Post by Soylent Green Is People
bell'esempio, visto che la apple e' quanto di piu' vicino alla
defilippi mi possa venire in mente in campo informatico.
Invece no. Ti ho detto su il perchè. E non guardare il branch
consumer...
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
The 10th Doctor
2011-12-29 09:35:03 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
- Ci sono mesi di tempo.
Non è detto, specie nelle operazione commerciali a rimorchio d'altre.

Basti vedere cosa è accaduto con W.i.t.c.h, o con altri fumetti a
rimorchio d'altri fenomeni cinematografici/artistii. Spariti.
Post by schwarzer peter
- Il supervisore (non l'editor) dovrebbe capire quali sono gli autori
migliori per fare un fumetto del genere. Sceglie autori adatti: ha un
po' di merito; sceglie autori sbagliati: ha un po' di colpa.
Quello che mi proponi, è un prodotto senz'anima, seriale, senza nessun
coraggio, un lavoro su commissione e nulla più. Bene, la stessa
differenza che passa tra un film d'autore e una fiction Mediaset.

Poi non ci lamentiamo se in fumetteria non ci si trova *niente*. Perchè
già il lettore medio italiano non è più un lettore occasionale, se ti
ritrova un fumetto tirato via, non te la perdona.
Post by schwarzer peter
Non capisco perché date per scontato che un fumetto del genere è una
marchetta fatta da mercenari.
Forse perchè lo è? Certo, se uno ha una buona storia sul Detective di
Baker Street, ora è il miglior periodo per pubblicarla, ma Peter, una
buona storia *costa*, ed è difficile trovare un buon autore, con una
buona storia disposto ad uscire con tempi rapidi e con controllo
dell'opera nullo.
Post by schwarzer peter
Fare fumetti è un lavoro. L'ispirazione
non c'entra un cazzo.
Eh no. Fare fumetti è un lavoro, ma come tutti i lavoro sul ramo
artistico richiede ispirazione. E' la differenza che passa tra un Moccia
ed un Eco, tra Blade Runner e Natale al Cesso, tra una Ferrari ed una
microcar cinese.

Se poi spingo il tuo discorsetto che potrebbe prestarsi ad essere visto
come un rant d'editor fallito (o in odore di fallimento, e non mi
riferisco a te), mi devo apettare di pagare a tavola 10/8 euro, perchè
"I soldi puzzano" e 8 euro è il giusto prezzo. Liquidiamo anche lo
sceneggiatore, perchè i libri di Conan Doyle sono royalties free, oppure
condensiamo sceneggiatore ed autore dei dialoghi e perchè no,
disegnatore in una sola figura, o in un team di cinque ragazzette prese
dalla più vicina accademia del fumetto. E visto che ci siamo, disegno o
in graffiato, o bonellide, perchè ora vanno per la maggiore (due anni
fa, avrebbero fatto Holmes e Watson bishie).
Post by schwarzer peter
Da 30 anni a questa parte gli unici due che
hanno smesso di fare fumetti perché non avevano più ispirazione sono
stati Sclavi e Gipi. Sorpresa: tutti e due se lo potevano permettere
Clap Clap Clap. Fantastico. Meraviglioso

Clap Clap Clap. Ti prego, rifallo, perchè una simile strafottenza da
"padroncino", quello "Uè pirlett, si ti mi chi mi chi te paga lo sgheò"
e "Io pago, io comando" non lo vedevo così meravigliosamente
personificato.


Sclavi è andato in depressione, ed è una cosa con la quale non si
scherza, dato che invalida *molto* più che perdere le due mani. Gipi ha
smesso di scrivere fumetti perchè vuole *rischiarsela* in altri ambiti,
e devo dire che a differenza dell'"amico" Ausonia (ad averci amici
così...appena diventi più "appetibile" romponi i rapporti), ha le carte
in regola per essere un autore teatrale molto più bravo del suo lato
fumettaro, dato che prosa più sfondo è più affine al suo stile.
Post by schwarzer peter
altri campi). Tutti gli altri hanno smesso perché nessuno li pagava
più.
O forse li pagavano troppo poco (cosa che il "fumetto su Holmes" è un
chiaro sintomo), o forse pretendono tempi troppo stretti e un cambio di
rotta sul personaggio presentato per venire in contro al massimo
pubblico possibile, o condizioni inaccettabili, cosa che nel piccolo e
contorto mercato fumettistico è prassi. Improvvisamente Maxxox è
diventato un aguzzino perchè Coniglio gli ha chiuso la testata? Ma in un
mondo dove le cose succedono a casaccio!

Cosa fa Maxxox ora? Le vignette su Monti e sulla politica italiana. Lui
deve vivere, se fare il fumettista, come dici tu "Paga", perchè lo fa, è
un disperato ragazzo lui, o semplicemente, nessuna cifra al mondo lo
farà disegnare il fumetto di 100 Vetrine o di Colorado guarda che festa!

Se queste cose non le sai, ed è evidente da come ti poni al problema,
evita di parlarne. Fai un favore a tutti, ci eviti lo strazio di vedere
la "cura mediaset" anche qui.

Tu vuoi sapere gli autori italiani™ che hanno presentato su piattaforma
iTunes come fumetto digitale? Roba da...1.99 centesimi a volume. Mi dici
come fa un fumettista a viverci?

Te lo dico io: hanno raccolto i migliori webzinari dal forum "Sofiko
Melatiro e disegno manga", gli hanno detto "Ehy gente, domani vi
pubblico su *AI TIUNZ*!", gli hanno rifilato una iTunes Card da 20 euro,
e stop. Sofiko Melatiro può dire agli amici del baretto "Sto su AI
TIUNZ", l'editore comunque su 700 Sofiko Melatiro, riesce ad alzarsi
3000$ con una media di 40 app vendute per titolo (ne esci con 10, sono
400 app per 400$, ne esci con 20, etc.etc.)
Post by schwarzer peter
di essere pagati. Un fumetto su Sherlock Holmes sarebbe un lavoro su
commissione come qualunque altro: come Devil, Dago, Il commissario
Spada e Corto Maltese.
Se io disegno per Dago, passo come "Un professionista che lavora per il
compianto Cavalier Bonelli". Se io scrivo una storia di Corto Maltese,
ancor prima di prendere la penna, mi prendono i tremori perchè devo
vedermela col fantasma di Hugo Pratt dietro la schiena e rischio passare
come "Il macellaio di Corto".

Se scrivo un fumetto di Holmes, *adesso* ed è un prodotto commerciale, o
faccio "Mea e Rea maggiche amiche", storia di due tifose della Roma che
scoprono d'avere superpoteri come eludere il Daspo o entrare senza
pagare il ticket, oppure domani la Disney rilancia il reboot di Topolino
e Paperone e io disegno e scrivo "DopoLino e Zio Caperone", sai come
vengo bollato dal mercato fumettistico italiano™? Come un marchettaro, e
come tale, indegno di fare produzioni con un po' di rischio, e
soprattutto d'essere ben pagato.

Anche Toppi, non scrive quasi più. Serpieri? Pure lui. Quanti autori
"dormienti" ci sono? Tanti. Perchè?

Che cosa è successo? Non credo che navighino nell'oro, forse Tiraboschi,
ma dalle mie parti, quella si chiama prostituzione.

Una mia teoria ce l'ho. Ed è dimostrabile.

"Pagare l'autore". Si, pagarglie er disegnino e nulla più. L'autore va
retribuito per quello che è: un artigiano, non un operaio alla catena di
montaggio a guisa di Tempi Moderni.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
G.G.
2011-12-29 09:42:28 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
- Ci sono mesi di tempo.
Non è detto, specie nelle operazione commerciali a rimorchio d'altre.

Basti vedere cosa è accaduto con W.i.t.c.h, o con altri fumetti a
rimorchio d'altri fenomeni cinematografici/artistii. Spariti.
Post by schwarzer peter
- Il supervisore (non l'editor) dovrebbe capire quali sono gli autori
migliori per fare un fumetto del genere. Sceglie autori adatti: ha un
po' di merito; sceglie autori sbagliati: ha un po' di colpa.
Quello che mi proponi, è un prodotto senz'anima, seriale, senza nessun
coraggio, un lavoro su commissione e nulla più. Bene, la stessa
differenza che passa tra un film d'autore e una fiction Mediaset.

Poi non ci lamentiamo se in fumetteria non ci si trova *niente*. Perchè
già il lettore medio italiano non è più un lettore occasionale, se ti
ritrova un fumetto tirato via, non te la perdona.
Post by schwarzer peter
Non capisco perché date per scontato che un fumetto del genere è una
marchetta fatta da mercenari.
Forse perchè lo è? Certo, se uno ha una buona storia sul Detective di
Baker Street, ora è il miglior periodo per pubblicarla, ma Peter, una
buona storia *costa*, ed è difficile trovare un buon autore, con una
buona storia disposto ad uscire con tempi rapidi e con controllo
dell'opera nullo.
Post by schwarzer peter
Fare fumetti è un lavoro. L'ispirazione
non c'entra un cazzo.
Eh no. Fare fumetti è un lavoro, ma come tutti i lavoro sul ramo
artistico richiede ispirazione. E' la differenza che passa tra un Moccia
ed un Eco, tra Blade Runner e Natale al Cesso, tra una Ferrari ed una
microcar cinese.

Se poi spingo il tuo discorsetto che potrebbe prestarsi ad essere visto
come un rant d'editor fallito (o in odore di fallimento, e non mi
riferisco a te), mi devo apettare di pagare a tavola 10/8 euro, perchè
"I soldi puzzano" e 8 euro è il giusto prezzo. Liquidiamo anche lo
sceneggiatore, perchè i libri di Conan Doyle sono royalties free, oppure
condensiamo sceneggiatore ed autore dei dialoghi e perchè no,
disegnatore in una sola figura, o in un team di cinque ragazzette prese
dalla più vicina accademia del fumetto. E visto che ci siamo, disegno o
in graffiato, o bonellide, perchè ora vanno per la maggiore (due anni
fa, avrebbero fatto Holmes e Watson bishie).
Post by schwarzer peter
Da 30 anni a questa parte gli unici due che
hanno smesso di fare fumetti perché non avevano più ispirazione sono
stati Sclavi e Gipi. Sorpresa: tutti e due se lo potevano permettere
Clap Clap Clap. Fantastico. Meraviglioso

Clap Clap Clap. Ti prego, rifallo, perchè una simile strafottenza da
"padroncino", quello "Uè pirlett, si ti mi chi mi chi te paga lo sgheò"
e "Io pago, io comando" non lo vedevo così meravigliosamente
personificato.


Sclavi è andato in depressione, ed è una cosa con la quale non si
scherza, dato che invalida *molto* più che perdere le due mani. Gipi ha
smesso di scrivere fumetti perchè vuole *rischiarsela* in altri ambiti,
e devo dire che a differenza dell'"amico" Ausonia (ad averci amici
così...appena diventi più "appetibile" romponi i rapporti), ha le carte
in regola per essere un autore teatrale molto più bravo del suo lato
fumettaro, dato che prosa più sfondo è più affine al suo stile.
Post by schwarzer peter
altri campi). Tutti gli altri hanno smesso perché nessuno li pagava
più.
O forse li pagavano troppo poco (cosa che il "fumetto su Holmes" è un
chiaro sintomo), o forse pretendono tempi troppo stretti e un cambio di
rotta sul personaggio presentato per venire in contro al massimo
pubblico possibile, o condizioni inaccettabili, cosa che nel piccolo e
contorto mercato fumettistico è prassi. Improvvisamente Maxxox è
diventato un aguzzino perchè Coniglio gli ha chiuso la testata? Ma in un
mondo dove le cose succedono a casaccio!

Cosa fa Maxxox ora? Le vignette su Monti e sulla politica italiana. Lui
deve vivere, se fare il fumettista, come dici tu "Paga", perchè lo fa, è
un disperato ragazzo lui, o semplicemente, nessuna cifra al mondo lo
farà disegnare il fumetto di 100 Vetrine o di Colorado guarda che festa!

Se queste cose non le sai, ed è evidente da come ti poni al problema,
evita di parlarne. Fai un favore a tutti, ci eviti lo strazio di vedere
la "cura mediaset" anche qui.

Tu vuoi sapere gli autori italiani™ che hanno presentato su piattaforma
iTunes come fumetto digitale? Roba da...1.99 centesimi a volume. Mi dici
come fa un fumettista a viverci?

Te lo dico io: hanno raccolto i migliori webzinari dal forum "Sofiko
Melatiro e disegno manga", gli hanno detto "Ehy gente, domani vi
pubblico su *AI TIUNZ*!", gli hanno rifilato una iTunes Card da 20 euro,
e stop. Sofiko Melatiro può dire agli amici del baretto "Sto su AI
TIUNZ", l'editore comunque su 700 Sofiko Melatiro, riesce ad alzarsi
3000$ con una media di 40 app vendute per titolo (ne esci con 10, sono
400 app per 400$, ne esci con 20, etc.etc.)
Post by schwarzer peter
di essere pagati. Un fumetto su Sherlock Holmes sarebbe un lavoro su
commissione come qualunque altro: come Devil, Dago, Il commissario
Spada e Corto Maltese.
Se io disegno per Dago, passo come "Un professionista che lavora per il
compianto Cavalier Bonelli". Se io scrivo una storia di Corto Maltese,
ancor prima di prendere la penna, mi prendono i tremori perchè devo
vedermela col fantasma di Hugo Pratt dietro la schiena e rischio passare
come "Il macellaio di Corto".

Se scrivo un fumetto di Holmes, *adesso* ed è un prodotto commerciale, o
faccio "Mea e Rea maggiche amiche", storia di due tifose della Roma che
scoprono d'avere superpoteri come eludere il Daspo o entrare senza
pagare il ticket, oppure domani la Disney rilancia il reboot di Topolino
e Paperone e io disegno e scrivo "DopoLino e Zio Caperone", sai come
vengo bollato dal mercato fumettistico italiano™? Come un marchettaro, e
come tale, indegno di fare produzioni con un po' di rischio, e
soprattutto d'essere ben pagato.

Anche Toppi, non scrive quasi più. Serpieri? Pure lui. Quanti autori
"dormienti" ci sono? Tanti. Perchè?

Che cosa è successo? Non credo che navighino nell'oro, forse Tiraboschi,
ma dalle mie parti, quella si chiama prostituzione.

Una mia teoria ce l'ho. Ed è dimostrabile.

"Pagare l'autore". Si, pagarglie er disegnino e nulla più. L'autore va
retribuito per quello che è: un artigiano, non un operaio alla catena di
montaggio a guisa di Tempi Moderni.
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
schwarzer peter
2011-12-29 08:15:14 UTC
Permalink
Post by G.G.
Per "rendere" bene la Londra di Holmes, devi essere stato a Londra, c'è
poco da fare.
Per rendere bene la Londra di Sherlock Holmes devi essere stato nella
Londra del 1890. Nessun autore contemporaneo - nemmeno quelli nati a
Londra - è stato nella Londra del 1890.
G.G.
2011-12-29 09:24:46 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
Per rendere bene la Londra di Sherlock Holmes devi essere stato nella
Londra del 1890.
Questa è una banalizzazione, bella e buona. A parte che molta della
Londra tardo ottocentesca è ancora in piedi, è una questione d'indole e
di modo di rappresentare i londinesi. E' una cosa che a tavolino puoi
fare con molta fatica e sforzo, cosa che un "commerciale" non ti può
erogare.
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
STB_Caos
2011-12-29 12:02:03 UTC
Permalink
In data 29 dicembre 2011 alle ore 10:24:46, G.G. <***@invalid.invali=
d> =
Questa =C3=A8 una banalizzazione, bella e buona. A parte che molta del=
la
Londra tardo ottocentesca =C3=A8 ancora in piedi, =C3=A8 una questione=
d'indole e
di modo di rappresentare i londinesi.
Non =C3=A8 una banalizzazione se pensi che "i londinesi" di oggi non son=
o
"londinesi"; se hai visitato Londra negli ultimi 20 anni, ti basta
uno sguardo per capire che, architettura a parte, sei in una metropoli
qualunque del terzo millennio. Prese 10 persone a caso, non ne trovi due=

della stessa razza (che termine di merda, ma =C3=A8 per capirci brutalme=
nte),
dello stesso ceto, con lo stesso look e con lo stessa "indole"... hai an=
che
una OTTIMA possibilit=C3=A0 di non trovarne nemmeno una che parli "londi=
nese"...

credo che per farsi un idea dello spirito "londinese" come lo intendi tu=
,
l'unica sia rintanarsi in qualche vecchia cittadina ben lontana dalla
metropoli e dal suo multiculturalismo...

Per curiosit=C3=A0: facendo due passi in centro, oggi, a Milano o a Roma=

saresti in grado di ricostruire il "mood" che c'era nel tardo '800?
FORSE in qualche osteria di borgata o in qualche palazzo nobile sui
navigli...
G.G.
2011-12-29 13:13:52 UTC
Permalink
Post by STB_Caos
se hai visitato Londra negli ultimi 20 anni
Ci vivo.

Come la mettiamo? ;)

Il problema è questo. Devi esserci, già nel tardo 800, tra Indiani,
Russi, Olandesi, Italiani e Francesi Londra era già multietnica e
tentacolare, e questo melting pot, come in tutti i romanzi di Doyle, è
presente e permea per bene il romanzo. Se a questo, come hai detto,
aggiungi Trastevere/Duomo e lo permuti con Hyde, Basin Rd e Westminster,
ti puoi fare un'idea.

Gia ai nostri occhi, Londra è il crocevia di mille razze e culture,
immagina nell'800 come poteva apparire camminare per strada e vedere
colbacchi, turbanti e cappelli di feltro, dove le vecchie lampade a
petrolio cedevano il passo a quelle elettriche, come oggi la radio
soccombe all'Mp3.

Ecco, cogli questo ed hai una chiave fulminante per scrivere di Holmes.

Ma come diamine puoi pretendere di far scrivere una storia del genere ad
uno che ha visto i Tokyo Hotel a Londra con RyanAir, al massimo?
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
STB_Caos
2011-12-29 13:41:52 UTC
Permalink
In data 29 dicembre 2011 alle ore 14:13:52, G.G. <***@invalid.invali=
d> =
Post by G.G.
Post by STB_Caos
se hai visitato Londra negli ultimi 20 anni
Ci vivo.
Come la mettiamo? ;)
Il problema =C3=A8 questo. Devi esserci, gi=C3=A0 nel tardo 800, tra I=
ndiani,
Post by G.G.
Russi, Olandesi, Italiani e Francesi Londra era gi=C3=A0 multietnica e=
tentacolare, e questo melting pot, come in tutti i romanzi di Doyle, =C3=
=A8
Post by G.G.
presente e permea per bene il romanzo. Se a questo, come hai detto,
aggiungi Trastevere/Duomo e lo permuti con Hyde, Basin Rd e Westminste=
r,
Post by G.G.
ti puoi fare un'idea.
resta il punto che non puoi farti un idea dello spirito di quell'epoca,
semplicemente perch=C3=A8 ormai vive solo nei libri; puoi sentire l'aria=
del
multiculturalismo, te lo concedo, ma sar=C3=A0 comunque una sua versione=
=

moderna.

Oggi nei circoli culturali "che fanno tanto londinese", nei piani alti =

delle
banche della city teatro di un paio di racconti, o in quelle austere aul=
ee =

di
studio in cui si incontrarono Holmes e Watson tanto amate da Holmes, puo=
i
trovare parimenti gente di ogni tipo... voglio vedere come puoi farti =

un'idea
dei tempi della borghesia londinese, delle donne relegate in casa, dei =

servi
di colore, e degli indiani "sudditi delle colonie"...

E' lo stesso anche in italia e ovunque... trovo semplicemente impossibil=
e
riuscirci... se non attraverso rielaborazione di documenti d'epoca semma=
i
e non tramite esperienza moderna...
STB_Caos
2011-12-29 13:43:21 UTC
Permalink
Post by STB_Caos
resta il punto che non puoi farti un idea dello spirito di quell'epoca,
e daje con 'sti cavolo di "un" senza apostrofo, pardon mi scappa il dito...
G.G.
2011-12-29 15:07:48 UTC
Permalink
Post by STB_Caos
resta il punto che non puoi farti un idea dello spirito di quell'epoca,
semplicemente perchè ormai vive solo nei libri;
Fino a questo punto si, ma *devi* aver letto quei libri e non solo,
anche altri fonti.

Se ti limiti al rapposto prettamente sociologico, ok, hai ragione. Se si
deve creare l'atmosfera adatta, devi anche venire incontro al gusto
moderno e "modificare" un po'.

Prendendo l'Holmes di Ritchie, francamente, un personaggio che salta di
tetto in tetto, si traveste, manipola le carte, beve etere chirurgico
per sembrare un ubriacone, non è l'Holmes, "classico", ma funziona.

Perchè? Perchè si muove su una economia narrativa coerente, con qualche
anacronismo, molte "licenze", ma piace perchè è un prodotto originale
con molti elementi "asincroni" ma fedele allo spirito originario
(logica, avventura, deduzione, ignoto).

Un italiano che ha un solido background culturale può affrontare Holmes
e cercare di rivisitarlo, una produzione veloce e raccogliticcia no.

Mi spiego?

Ora, non è del tutto esatto che un italiano non può scrivere di Holmes
Post by STB_Caos
multiculturalismo, te lo concedo, ma sarà comunque una sua versione
moderna.
Deve essere "ammodernato", altrimenti è incomprensibile ai più. Già i
romanzi originari, se me lo consenti, sono una lettura non proprio
agevolissima.

Per questo serve una produzione evoluta. Molto evoluta. E costa.

Dunque, il rapporto costo/guadagno è sbilanciato verso il basso.

Chi rischierebbe per una moda?
Post by STB_Caos
dei tempi della borghesia londinese, delle donne relegate in casa, dei
servi
di colore, e degli indiani "sudditi delle colonie"...
E' semplice: borghesia moderna (broker ed imprenditori), piccolo
proletariato/immigrati come colf e operai, i "paki" a Londra hanno
letteralmente sostituito le colonie indiane...cambiano termini e modi,
ma non la sostanza.
Post by STB_Caos
se non attraverso rielaborazione di documenti d'epoca semmai
e non tramite esperienza moderna...
Appunto, ma è utile per dar gusto moderno, anche assaggiare *cosa è
adesso* quella Londra.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Hytok
2011-12-29 17:05:59 UTC
Permalink
Non è una banalizzazione se pensi che "i londinesi" di oggi non sono
"londinesi"; se hai visitato Londra negli ultimi 20 anni, ti basta
uno sguardo per capire che, architettura a parte, sei in una metropoli
qualunque del terzo millennio. Prese 10 persone a caso, non ne trovi due
della stessa razza (che termine di merda, ma è per capirci brutalmente
Etnia.
--
Jolan Tru
Filippo "Hytok" Simone
http://perestroika.iobloggo.com/
G.G.
2011-12-22 13:28:13 UTC
Permalink
Post by Laz
Uhm... 10 anni? (Per ora.)
Pechè la risposta è semplice: personaggi "storici" e letterari, in salsa
Bonelliana. Holmes è comparso si di frequente, ma non in solitaria, e
comunque in una macroeconomia "Global/Local". Il punto è questo.
Post by Laz
Quindi Recagno è londinese! (E pure Steven Moffat, quindi.) 8-)
Moffat sicuramente vive a Londra, ergo...
--
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
KaosMaster
2011-12-27 11:44:54 UTC
Permalink
Post by schwarzer peter
http://house-of-mystery.blogspot.com/2011/12/il-denaro-puzza-gli-autori-italiani.html
Secondo me bisogna capirsi quando si parla di "mettersi in coda" ad un fenomeno.
Nel caso specifico, quella di questa serie(?) di film è una re-interpretazione, per altro non è la prima e anzi forse dal punto di vista cinematografico le non-canoniche sono se non altro pari a quelle canoniche (almeno per quelle che conosco io a livello di fama)
Escludendo il "fumetto (non) ufficiale" dell'Holmes di Ritchie (questa sarebbe una vera markettata) non si può alzarsi al mattino e reinventare Holmes, tanto per capirci tra chi si è cimentato vi è Wilder (commedia) e Spielberg (film d'azione per ragazzi), le trasposizioni a fumetti dell'Holmes Classico credo non manchino, ma tanto per dire so che nel 2009 (quindi all'epoca del primo film) era stato ristampato il ciclo di racconti brevi adattati da Berardi/Trevisan (non proprio i primi due che passavano di li per caso)

Pero stiamo parlando di briciole, i soldi veri si fanno creando il fenomeno non accodandosi e visto i tempi e le dimensioni in Italia nessuno può farlo e neppure in altri mercati, comunque, il fumetto "tira la volata" di solito è la Tv e/o il Cinema che impongono il personaggio il fumetto (o il romanzo) al massimo possono "proporlo".
Per altro in Italia non vi è neppure la "cultura" e credo neppure l'ambizione a fare una operazione del genere. I nostri "successi" cinematografici sono solitamente film comici e/o commedie molto "piatti" dal punto di vista della scrittura perchè basati molto sulla gag piuttosto che sui dialoghi, tralasciando il fatto che i film comici/commedie sono i meno adatti per creare un filone "multiprodotto" un altro grande problema è che non creano dei personaggi, perchè il peso dell'attore rimane preminente tanto è vero che si dice il film di De Sica/Boldi/Pieraccioni ma anche di Luca e Paolo/Aldo Giovanni e Giacomo/Litizzetto etc non essendoci un personaggio e non essendoci una storia praticamente "non passi la palla" a nessuno.
Come fenomeno "nostrano" recente mi viene in mente Romanzo Criminale che creando un ciclo Libro-Film-Serie tv, ha riproposto con uno sguardo inedito il poliziesco anni '70 e nel piccolo (ma non poteva essere diversamente) il fumetto italiano ci si è buttato.
Imho il fumetto dovrebbe ambire ad essere il capofila del fenomeno, ma deve essere un gioco di squadra, tanto per dire si potrebbe imho proporre una serie tv o un film da Dampyr ma chiaramente non può farlo la Bonelli e quindi quello che lo fa lo deve fare seriamente, quindi investirci soldi veri, il problema è che non vi è nessuno perchè alla fine si preferisce pagare De Sica/Zalone/Littizzetto per proporre il loro personaggi e dove alla fine tutto si riduce (o quasi) al loro cachet.
Laz
2012-01-08 11:37:21 UTC
Permalink
Comunque mi sono appena ricordato che esiste questo:



Italo-giappo.
--
Laz
G.G.
2012-01-08 16:34:13 UTC
Permalink
Post by Laz
http://youtu.be/rYuFHLezUyo
Quando parlavo di Pagot/Miyazaki, intendevo questo.
--
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few, we band of brothers;
For he today that sheds his blood with me
Shall be my brother
Laz
2012-01-09 08:55:35 UTC
Permalink
Me lo sarò perso. E non essendo archiviato è come non fosse mai esistito... 8-)
--
Laz
Continua a leggere su narkive:
Loading...